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BIBLIOGRAFIA
Manuali, saggi, letture sul Kendo, Iaido, le arti marziali ma anche storia e cultura Giapponese e del cosiddetto 'Oriente'.
Un contributo per guidare il nostro sguardo e interpretare un cultura così diversa dalla nostra

Lo scenario culturale, lo spirito e le storie di un mondo altrimenti incomprensibile, sostiene uno studio equilibrato del Kendo
e, più in generale, delle arti marziali

Indicazioni, suggerimenti e aggiunte sono gradite 

 

a cura di Mario Ambrogi

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Da dove cominciare? Da qui per esempio: elegantissimo, belle foto e ottime descrizioni. Da tenere in bella vista in salotto e da sfogliare per leggere e rileggere e tentare di imparare la teoria del Kendo, almeno.
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Trevor Leggett è lo sguardo inglese dei primi del secolo scorso che incontra il Giappone e i giapponesi e ce li racconta. Un libro che fa ridere e persino commuovere, per chi ha il cuore tenero nonostante la scorza dell'idea marziale.
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Kendoka esperto muore giovane ma fa in tempo a dare le sue idee sulle basi del Kendo. Un testo breve e intensissimo da leggere e rileggere, spesso.
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Ostinatamente il M°Luigi Rigolio insiste nel tentare di ragionare e, questa la sua colpa maggiore, far ragionare sulle logiche degli Istruttori di Kendo in Italia. Questo lo condanna al silenzio e all'isolamento perché non solo introduce un tema (la riflessione) che nel mondo marziale pare quasi un'offesa, ma induce anche in questo saggio, come nel precedente BUDO, che se gli studenti sono scarsi, non progrediscono e vanno via dal Dojo è sempre e solo tutta colpa dei loro 'Maestri'. Ne ho personalmente regalato varie copie a molti dei miei amici più cari. spero che faccia effetto, prima o poi. Ma ci credo poco. Viva il M°Rigolio e la sua beffarda, raffinatissima, intelligenza!
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Ancora un tentativo premuroso e gentile del M°Zizzo di dare gli strumenti agli studenti di Kendo, come l'Abecedario di Pinocchio è la base: il resto è pratica e studio. E comunque grazie e grazie.
Chi pratica arti marziali e in particolare Kendo deve imparare migliaia di cose e il tempo della pratica pare sempre uno spazio in cui sembra di ricordare qualcosa che poi chissà come scompare.
Come tutti i libri del M° Zizzo anche questo è da leggere e rileggere, tutti e con grande piacere. Forse questo va tenuto direttamente nella sacca.
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Fosco Maraini era un uomo di cultura raffinatissima e internazionale. Giovanissimo parte per il Tibet spacciandosi per fotografo nella carovana del Prof. Tucci. Aveva solo una macchina fotografica ma anche uno sguardo capace di fissare sulla pellicola e soprattutto nelle parole l'evidente e l'invisibile. Questo addirittura più di altri è un libro bellissimo di foto e di un italiano cantabile e come tale da leggere ad alta voce.
Non so se mai andrò in Giappone ma dopo questo libro mi pare di averne compreso almeno un poco il senso.
Giappone di Maraini andrebbe letto per regio decreto.
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E' la storia di un giapponese che sceglie di andare a fare l'assistente ad un Maestro di Karate in Francia invece che cominciare una tranquilla carriera in patria. Dopo anni di pratica cominciano i primi dolori: cosa c'è di sbagliato nella pratica? La ricerca delle origini ma anche la ricerca di un senso davvero utile alla formazione marziale raccontato da uno capace di stare in due mondi contemporaneamente: quello giapponese e quello europeo. Si legge di slancio e si rilegge volentieri,
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Il M° Luigi Rigolio è forse l'unico Maestro di Kendo che in Itala si è posto il problema di rendere sistematico ed efficace l'insegnamento del Kendo. Riflettere e ragionare sul come e il perché pare quasi un ossimoro nel mondo marziale, un modo per non rispondere alla fuga dei praticanti e alla morìa dei dojo. Una lettura da evitare per chi non è disposto ad ammettere che se i propri studenti se ne vanno è solo colpa sua.
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Un testo che non può mancare agli appassionati: non basta praticare con ostinazione e intelligenza. Occorre anche studiare e conoscere, quindi ecco un altro libro inevitabile.
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Le 'Metafore culturali' sono uno strumento utile a comprendere la complessità della storia e delle tradizioni di un popolo. Nascono dall'esigenza di trovare un metodo per organizzare gli spazi di lavoro e la convivenza tra gruppi multiculturali come la mensa, un'orchestra o una multinazionale. Del Giappone si descrive il giardino e il concetto di bellezza come di noi italiani si dice del canto e dei francesi del vino. Saggio bellissimo.
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A volte le librerie di nicchia regalano gioielli a poco. 2050 copie a cura dell'Associazione Italo Nipponica nel 1944. Spero sia possibile riprodurne e diffonderne una copia anche se solo in volgarissimo formato pdf.
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Mario Appelius racconta il Giappone del 1941 con sguardo e ammirazione fascistissima, futuristica e sanamente invidiosa. Mentre noi ci sbattevamo in Europa nei primi anni diuna assurda Guerra Mondiale, in Asia il Giappone si attrezzava per conquistare (o liberare?) l'emisfero asiatico. Ci ricorda che con la Germania e il Giappone firmammo una Alleanza che e la guerra fosse andata diversamente chissà dove ci avrebbe portati anzi cosa mai saremmo diventati. Una lettura appassionante per fortuna ancora possibile grazie ad una piccola casa editrice romana Idrovolanti edizioni.
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Il primo di due testi fondamentali del M°Franco Carra. Indispensabile per orientarsi nel linguaggio e nel mondo del Kendo per i principianti e ottima guida per gli studenti avanzati che leggendo e rileggendo troveranno il senso di cose che credevano di aver capito.
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Secondo volume della migliore guida in italiano esistente. Interessantissimo il capitolo sulla storia del Kendo in Italia: come è arrivato e come si è diffuso. Un affettuoso racconto della generazione di quelli che hanno cominciato per primi e testardamente non hanno mai smesso.
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Eccellente guida per i principianti: entra nei dettagli di ogni parola, regola e logica del Kendo: una lettura semplicemente deliziosa. Dopo un po' alla pratica va aggiunta la teoria: né prima ma neanche dopo.
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Un contributo preziosissimo del M° Filippo Zizzo: un vocabolario delle parole del kendo ma anche un modo per comprendere un punto di vista sulla pratica che potrebbe restare del tutto incompreso senza un dizioanario così completo.
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Il M°Filippo Zizzo traduce un testo del M° Noma Hisaschi. Ancora un bellissimo contributo per orientarsi nel mondo del Kendo e tentare di coglierne lo spirito e la visione.
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Il Kendo è una attività sicura se fatta in sicurezza: informazione ed esperienza su cosa può creare problemi e come intervenire dovrebbe essere la prima competenza non solo degli istruttori ma di ogni praticante, il primo e vero Maestro di se stesso. Ancora un contributo preziosissimo del M°Filippo Zizzo e della casa editrice Kilmerik
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Pochi libri come questi mi hanno lasciato a bocca aperta. Era da trent'anni su uno scaffale alto della libreria: regalo affettuoso per mio padre in un suo momento difficile di vita. Lui non l'ho mai letto, peccato: avrebbe fatto forse lo stesso effetto che ha creato in me. Esiste per fortuna in una nuova edizione. Leggendolo ci si chiede come mai Fosco Maraini non abbia dedicati a lui vie e piazze e monumenti anche più grandi e belli di quelle per Garibaldi. Scritto in un italiano Cantabile: da leggere ad alta voce.
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Le isole Hokkaido sono le radici del Giappone ovvero dove sono relegate le popolazioni originali. Il culto dell'orso e le sue ricette culinarie negli occhi e nelle parole di un uomo simpaticissimo.
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Non l'ho ancora letto ma conoscendo gli altri me lo tengo per il momento giusto.
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Da medico premuroso con un orientamento psichiatrico il M°Zizzo si preoccupa di questa particolare deviazione dalla normalità che coglie tutti i praticanti del Kendo e tenta di mettere ripario all'illusione di invulnerabilità in un manualetto utile e dilettevole. Sinceramente grazie anche di questo ennesimo sforzo di prendersi cura di tutti noi.
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Saggio dettagliato e gradevole di scorrevole lettura, ma se ne può davvero fare a meno?

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Quando scriveranno davvero la storia del Kendo in Italia il capitolo romano sarà enorme o, più probabilmente, cortissimo. Tra i tanti che hanno deciso di maturare verso una seconda generazione dopo la prima dei Padri Fondatori, eterni arcigni e gelosi, i ragazzacci di Okami raccontano in un linguaggio 'pizza e fichi' il bello del Kendo. Un linguaggio che fa a volte storcere il naso ai vecchi puristi (come me) ma lode e gloria alla spavalderia e alla gioia di condividere con familiari e fidanzati e fidanzate che aspettano sugli spalti senza neanche capire che si stanno perdendo.
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Libro famosissimo di Fosco Maraini che ho solo sfogliato: la parola 'kendo' è usata solo una volta, riferita a un tizio che si sapeva lo praticasse. Strano che non ne faccia menzione più estesa e approfondita. Nessuno è perfetto.
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Se un neolaureato in Psicologia ad Harvard resta bloccato per sei mesi dai monsoni sull'Himalaia che fa? Intervista ogni pellegrino e viandante e prende appunti. Poi arriva un matematico tedesco esperto di meditazione e gli fa: "... alla fine è solo 1 o zero, o vuoto o pieno...'. Goleman diventerà famoso per 'L'intelligenza emotiva' ma non per questo saggio fulminante e meraviglioso. E' sempre da giovani che si dà il meglio di sé, ma poi uno se lo scorda.
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Dopo 40 anni Daniel Goleman e Richard Davidson raccontano di quando scesero dall'Himalaia dopo dieci giorni di meditazione e satori. Un saggio scientifico ma anche un romanzo di formazione ma anche un poliziesco: due menti geniali alla ricerca di qualcosa che avevano trovato e poi perso e cercato per tutta la vita. Per chi pratica arti marziali e meditazione un testo delizioso.
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Giornalista ed esperto di arti marziali Leggett traduce Koan Zen contribuendo alla leggenda metaforica e affascinante di questo genere letterario di nicchia.
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Un italiano di fine ottocento in un Giappone che sta affrontando il trapasso della cultura medievale a quella moderna. Bellissimo.
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Un altro italiano nei primi del novecento che attraversa il Giappone tra feudalesimo e modernità e ce lo racconta. Come lui anche noi restiamo a bocca aperta.
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Tra i pochissimi europei e forse tra i primi italiani a conoscere il Giappone peraltro al momento della grande trasformazione dall'età feudale a quella moderna,
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Non ancora letto ma il titolo è tutto un programma per quelli fissati per storia delle arti marziali in Italia
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Un polacco nato prima del muro finisce in Cina, India, Africa e la racconta: come chiunque di noi che proiettato in un mondo anzi in un un universo parallelo ed estraneo deve comunque cavarsela e, anzi, farsene una ragione. Stupendo. Utile a comprendere le distanze incommensurabili tra l'Europa e l'Asia che fin dai tempi di Serse e Leonida se le sono date di santa ragione senza mai veramente arrivare ad un punto di equilibrio.
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Il Giappone dei primi del '900 raccontato da un inglese che ha vissuto e praticato con i Maestri che hanno visto la trasformazione dal Giappone feudale a quello moderno: gli ultimi a capire veramente la parola Samurai.
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Pochi libri come questi possono davvero rendere felice chi ama conoscere veramente il senso della tradizione marziale e del Kendo. Semplicemente indispensabile: pieno di informazioni di dettaglio e di interessanti approfondimenti.
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Il bello di questo libro è che può restare incomprensibile se la pratica non ha veramente toccato qualcosa di essenziale e profondo. Un test da evitare se si temono delusioni.
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Il M°Darrell Max Craig è un amante appassionato del Kendo e delle arti marziali ma è anche un inguaribile americano con tutti i pregi e i difetti di questo modo di stare al mondo e di guardarlo. Il Kendo visto da un americano è un racconto un po' sbilenco ma è comunque una storia d'amore.
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Se non il primo forse uno dei primi manuali di Kendo arrivati in Italia: le figurine stilizzate rendono comunque bene l'intento didattico. Forse è introvabile ma è giusto citarlo.
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Nuova edizione dello stesso autore del precedente manuale ma invece dei disegni questa volta è un manuale fotografico. Un libro da leggere con affetto pensando a quando veniva studiato dai giovani praticanti italiani che per primi cominciavano e che oggi si avviano alla pensione.
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Manuale introvabile del M° Franco Sarra: questa è una copia scoperta in cantina in un pacco dimenticato. Bellissime le illustrazioni e l'impianto logico con cui è stato organizzato, andrebbe rieditato ancora oggi perché di meglio non ce n'è, ancora, se non nei nuovi manuali dello stesso autore.
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Edizione forse introvabile di un viaggio in Giappone del M° Luigi Rigolio. Parla poco anzi pochissimo del Kendo descrivendo con occhi di meraviglia e di terrore le sveglie all'alba, i viaggi in treno e le mangiate con i M°Giapponesi. Il bello di questo libricino è esattamente qui: chi vuole saperne davvero di più che prenda e parta anche lui, forse se lo trovasse scritto qui resterebbe a casa. E l'obiettivo vero di un grande Istruttore sarebbe perduto.
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Il Kendo moderno affonda le sue radici nella storia del Giappone: nella sua geografia, nella storia e nei complotti infiniti e nelle guerre che lo hanno dilaniato fino alla pace del 1600. E poi ancora quello che è successo dopo: senza neanche questa minima prospettiva storica si capirà poco o niente dello spirito e dell'animo giapponese.
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Saggio breve, colto e raffinatissimo. UNa piccola perla editoriale da leggere e rileggere con malcelato piacere.
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Testo introvabile con foto in bianco e nero. Sfogliarlo fa l'effetto di una malinconica tenerezza al pensiero del coraggio editoriale degli albori marziali in Italia.
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Fosco Maraini ci introduce a qualcosa di assolutamente incomprensibile e magnifico: i riti di consacrazione del nuovo erede ad un trono millenario e ininterrotto dove ogni nostra parola per tradurre è semplicemente inadeguata.
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Manuale dei manuali descrive l'indescrivibile. 
Anche se non si prenderà mai in mano un arco giapponese la lettura del testo nutre in modo lieve e profondo.
Alessandro Baricco ne da una lettura incantata di cui esiste per fortuna su you tube copia della trasmissione televisiva.
 
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Avendo smesso di tagliarsi a fette nei duelli i Samurai diventano calligrafi e poeti. L'inizio fulminante e famosissimo di questo manualetto per giovani aspiranti Samurai ha un inizio macabro eppure vitalissimo. Come di ce il titolo: il senso del Kendo è 'nascosto nell'erba'. E cercarlo non significa trovarlo.
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Gli americano dovevano decidere se bombardare Tokio e l'Imperatore come avevano fatto e con successo a Berlino. Che avrebbero fatto i Giapponesi? SI sarebbero arresi? Commissionarono questo studio a Ruth Benedict e bombardarono con l'atomica Hiroschima e Nagasaki perché fosse la voce dell'Imperatore ad ordinare la resa, l'unico a cui avrebbero dato retta se fosse rimasto vivo. Un esempio di uso bellico della sociologia.
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Letto a perdifiato la sera fino a tardi da giovane ma solo come un romanzo appassionante, riletto da studente maldestro di Kendo alla fine ti accorgi a pensare: "... ma che farebbe Toranaga in questo caso...?" Imperdibile.
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Chi si appassiona ad una storia teme i sequel. E' il mio caso.
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Testo in Italiano e inglese: magnifico. Vale la pensa rompere il salvadanaio e tenerselo su un tavolino accanto alla poltrona e leggerlo e rileggerlo o anche solo sfogliarlo per guardare le figure. Grazie davvero M° Sergio Mor Stabilini.
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Costosissimo, ingombrante e magnifico catalogo della mostra alle Scuderie del Quirinale.
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Ennesima traduzione del famoso libro dei 5 anelli ma con molte foto e spiegazioni. Forse esaurito si trova tra i libri usati in qualche banco di libri usati. Molto interessante.
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Testo serissimo e come tutte le cose zen incomprensibili senza una pratica . Ma anche dopo la pratica.
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Contributo al concetto di Kata del M° Takitsu davvero molto prolifico nel tentativo di comprendere l'ovvio per chi è nato e pratica in Giappone.
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Traduzione del famoso breve scritto di Miyamoto Musaschi dai 72 duelli ininterrottamente vittoriosi. Così breve e sintetico la lasciare spazio a ogni fantasia o uso maldestro. Per anni e ancora oggi utilizzato a sproposito in chiave metaforica forse perché si omette di pensare che allora le spade tagliavano veramente.
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Un libro interessante e ben fatto di gradevole lettura.
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Edizione Einaudi e nuova traduzione dello scritto di Yamamoto Tsunematomo il più letto e citato come riferimento per cominciare a intendere le arti marziali e la spada giapponese.
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Traduzione del famoso breve scritto di Miyamoto Musaschi dai 72 duelli ininterrottamente vittoriosi. Così breve e sintetico la lasciare spazio a ogni fantasia o uso maldestro. Per anni e ancora oggi utilizzato a sproposito in chiave metaforica forse perché si omette di pensare che allora le spade tagliavano veramente.
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Saggio di Leonardo Vittorio Arena instancabile studioso e divulgatore dello spirito giapponese.
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Come tutti i lavori di Leonardo Vittorio Arena unisce competenza e capacità di divulgazione.
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Il Giappone visto e raccontato con occhi giapponesi.
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Edizione Aseq del sagio di Giuseppe Tucci sul Giappone. Tucci fu uno dei più grandi esploratori e studiosi del mondo asiatico ma in particolare dell'area del Tibet. Come sempre la sua erudizione e ampiezza di sguardo lascia a bocca aperta.
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Altra traduzione del saggio sul Giappone di Giuseppe Tucci uno studioso finanziato anche dal fascismo e poi dalla Democrazia Cristiana (Andreotti da Ministro degli Esteri gli finanziò viaggi che si pagava di tasca propria con gli anticipi degli editori). Tucci un gigante della cultura italiana non abbastanza conosciuto e adeguatamente glorificato.
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Manualetto semiserio di uno studioso di cose marziali. Accanto ad altre opere più sistematiche questo appare piuttosto un divertimento dell'autore ad uso divulgativo. Delizioso.
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Saggio di Stephen Turnbull sulla storia dei 47 Samurai resi Ronin per l'ingiusta uccisione del loro signore ad opera di un funzionario imperiale arrogante e decisamente incosciente delle conseguenze di un'offesa nel mondo marziale. Bellissima la documentazione e godibile la lettura. Un piccolo spasso di nicchia.
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Sono in molti a utilizzare il nostro stupore di fronte all'incapacità di capire lo spirito giapponese per scrivere saggi di istruzioni per l'uso. Questo è bellissimo per lo stupore che si legge negli occhi e nelle parole di chi tenta di spiegare qualcosa che forse neanche lui capisce veramente. Ma almeno non lo nasconde.
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Voluminoso saggio sulla storia e la cultura marziale giapponese sullo scenario delle vicende storiche. Documentazione grafica tratta da armi ed armature vere da collezioni presenti in musei internazionali. Bellissimo.
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La via del guerriero formato tascabile. Come vivere senza?
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Saggio breve ma interessante della mentalità marziale giapponese.
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Se uno psicanalista di fama internazionale cerca di spiegare a noi europei differenze e somiglianze tra il nostro modo di stare al mondo e quello dei cinesi occorre fare lo sforzo di tentare di leggere, nella prospettiva di cogliere la parte profonda della cultura giapponese da sempre influenzata più o meno indirettamente da quella cinese.
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Un saggio bello e ben fatto a dispetto del titolo e del prezzo.
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I samurai ra storia, leggenda e cultura pop.
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Saggio tascabile da legge o da consultare senza fretta.
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Un saggio di fine '500 che di kendo coglie il senso profondo ma in modo molto particolare. Una buona notizia che l'edizione Feltrinelli pensi di investire in argomenti così di nicchia.
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Saggio delizioso e approfondito di uno studioso di cultura francofona che rende più ampia e articolata la nostra idea di Samurai non solo brutale guerriero ma anche poeta, calligrafo e giocatori di Go.
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Se un giapponese tenta di spiegare l'anima giapponese è utile starlo a sentire.
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Breve saggio per quelli molto fissati di spada e di storia giapponese.
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Negli anni '70 era tra i pochi saggi che tentassero di spiegarci qualcosa di marziale e di giapponese. Forse è stato scritto prima che la pratica del tiro con l'arco abbia veramente fatto il suo effetto nell'autore che va comunque ringraziato per essere stato tra i primi a provarci.
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La guida National Geographic sul Giappone, almeno una cosa semplice e tanto per cominciare.
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Far far away, behind the word mountains, far from the countries Vokalia and Consonantia, there live the blind texts.
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Inserire lo Zen tra i dizionari delle religioni è un silenzioso ossimoro. Ben fatto per le immagini e le categorie con cui tenta di mettere ordine in qualcosa di inspegabile per sua stessa natura.
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Non ne so nulla mi dispiace, non l'ho ancora letto ma il titolo è bellissimo.
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Grazie a Cristina di Giorgi e a Idrovolanti Edizioni per aver ripubblicato questo sguardo meravigliato sul Giappone del 1941 di un fascistissimo entusiasta e ingenuo come Mario Appelius.
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Angela Terzani Staude tenta di raccontarci il Giappone moderno.
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Grazie a Giuseppe Tucci e ai suoi collaboratori per aver tentato in modo enciclopedico di dare un confine e una voce a quanto sta laggiù, lontano lontano.
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Pochi libri come questi si leggono a perdifiato e sono tutte storie incredibili di eroi veri. Come l'Europa pensava all'Oriente ai primi dell' 800 e come cercava di prenderne l'essenza rubandone i capolavori o ridisegnando confini e stati. Bellissimissimo!
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Archeologi, spie o ladri come chiamare questi esploratori perduti nelle sabbie del Gobi, il deserto che si crea per l'altezza dell'Himalaia? Leggendo delle loro storie sopravvissute (perché chissà quanto se ne sono perse) si può riflettere sulla nostra tendenza al saccheggio culturale a prescindere da una comprensione amorevole e devota di quanto si scopre e si ruba per venderlo al miglior offerente o per riempire le sale di qualche museo patriottico.
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Mentre in Europa ci dilaniavamo per la supremazia di una o dell'altra razza in Asia il Giappone progettava la Grande Asia. Storia affascinante e dettagliata di una guerra parallela e sconosciuta.
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Diari della Norimberga asiatica: che fine hanno fatto i soldati del Sol Levante dopo aver perso la guerra? Quale la logica per giudicarli e condannarli? Come sempre sono i vincitori che fanno le leggi e le condanne.
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Le pagine di questo libro piacerebbero a Tarantino per il livello pulp che comincia fin dalla copertina. Purtroppo sono tute storie vere.
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Il Kan non si fidava dei propri ambasciatori e usava gli stranieri: Polo era giovane, sapeva le lingue e amava viaggiare. Con un lasciapassare in oro andava dappertutto e poi tornava e raccontava. Uno dei libri assoluti che andrebbero letti per legge. Occhi europei che guardano un altro universo e ce lo raccontano ma con un taglio commerciale: quali rotte e cosa acquistare. Polo era e resta un figlio di mercante.
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Mario Vattani Un diplomatico italiano appassionato dell’Oriente riesce a realizzare il suo sogno di trasferirsi nel paese del Sol Levante e intraprende un lungo viaggio in motocicletta. Tra una tappa e l’altra di questo percorso solitario nei luoghi meno conosciuti delle isole giapponesi, la narrazione del viaggiatore si intreccia con la storia dei rapporti tra Italia e Giappone, due nazioni giovani che si affacciano avventurosamente sul Novecento, antagoniste alla visione decadente di un mondo allora dominato dai grandi imperi coloniali, fino alla tragica conclusione del secondo confitto mondiale. Così incontriamo samurai e signori della guerra, buddha di bronzo, principesse imperiali, un legionario giapponese a Fiume, e poi artisti, aviatori, fino alla guerra eroica quanto sconosciuta di un pugno di marinai italiani in Giappone. Il viaggio sulla Via del Sol Levante è una lo a senza quartiere contro l’ipocrisia del dimenticare, avversario invisibile e spregiudicato, ma anche contro noi stessi. È un cammino che porterà infine a scoprire il significato nascosto di uno splendido giardino zen, e della sua metafora di sacrificio e liberazione, finalmente svelata.
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Carlo Formichi Risale 1942 la prima edizione del libro che oggi viene ripubblicato, redatto a seguito di una vera e propria indagine sul campo avvenuta nel viaggio compiuto da Carlo Formichi nel 1939, dal 1914. Formichi dimostra di avere una grande dote intellettuale tipicamente accademica, a cui si fa molta attenzione nelle università umanistiche contemporanee, chiamata multidisciplinarietà; Nippon presenta un quadro completo del Giappone, partendo dalla geografia del Paese e arrivando fino all’inizio degli anni ’40, passando per le leggende, la storia, la politica, la religione, l’antropologia, la cultura e la società, analizzandone i differenti aspetti nei vari contesti e nel corso delle epoche, con uno stile chiaro, semplice e lineare, a volte quasi telegrafico, senza elementi superflui o retorici: un’opera di divulgazione completa e facilmente comprensibile.
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Osamu Dazai Una calda mattina d’estate, una giovane si sveglia sopraffatta dalle proprie malinconiche speculazioni. Nonostante la bella giornata, i pensieri cupi l’assalgono per tutto il giorno, svelandone la fragilità, la tristezza a seguito dell’improvvisa morte del padre. Il difficile rapporto con la madre, l’insofferenza che avverte a scuola, la nostalgia. Un’atmosfera ombrosa che trova però improvvisa illuminazione al rientro a casa, di fronte a degli ospiti per nulla graditi. “Vogliamo avere una vita bella. Possediamo la speranza giusta e l’ambizione giusta. Abbiamo fretta di arrivare ad avere una convinzione ferma nella quale si possa riporre la nostra fiducia. Ma se tutte queste cose si potessero realizzare nel corso della vita di una ragazza, quanto impegno sarebbe necessario?”
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Linda Lercari Giappone – Periodo Kamakura, anno 1330. Le parole che il fedelissimo samurai Haka mormora sul letto di morte sono un enigma e diventano un tarlo che rode la mente del suo signore. Alla ricerca di indizi che possano far luce sul mistero, Momokushi ripercorre la storia dell’amicizia con l’amico e guerriero, scavando nel passato e visitando i luoghi che sono stati testimoni delle loro imprese di gioventù. Ma ciò che Haka ha mantenuto celato per oltre cinquant’anni non è solo un segreto in grado di sconvolgere una vita, ma anche la più struggente dichiarazione d’amore che un essere umano possa lasciare in dono. «È morto! Il demone è morto!» Il sussurro era diventato un grido che passava di bocca in bocca, d’orecchio in orecchio. La battaglia si era interrotta e il gokenin poté raggiungere il generale morente prima che spirasse. Nessuno gli sbarrò la strada, nessuno tentò di colpirlo. La vittoria era secondaria, il motivo stesso della lotta momentaneamente dimenticato: il demone Hakashinjitsu era ferito a morte.
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Francobaldo Chiocci I cavalieri del Dai Nippon sono i piloti suicidi kamikaze, le torpedini umane kaiten, gli sbandati zanryusha che si rifiutarono di credere alla sconfitta bellica e continuarono a combattere nella giungla, i giovani colonnelli che tentarono di impedire all’Imperatore l’annuncio della resa, i mistici dell’harakiri e perfino i condannati del processo di Tokyo. La loro storia, vissuta secondo le norme dell’antico codice d’onore Bushido e illuminata dagli ideali in cui credevano, giusti o sbagliati che fossero, oggi sembra più una tragedia. Invece è una poesia. Una di quelle canzoni di gesta, lontanissime e inverosimili, che rappresentano la stagione mitologica di un popolo. I giapponesi all’inizio del Novecento erano ancora un popolo mitologico: pericoloso perché incendiava l’oceano, ma nobile perché sapeva morire nel suo rogo. Quella terra di dèi che fu il Giappone e quei semidèi che furono i samurai, rivivono in questo libro in un episodio, un’impresa, un commiato, un brano di diario, una lettera, un epigramma consegnato al commilitone prima dell’ultimo volo o al boia prima della penultima dipartita: perché le anime dei guerrieri leali e coraggiosi tornano sempre a Yasukuni, il santuario degli eroi. Il giapponese è sempre teso a realizzare qualcosa, grande per sé e utile per la società alla quale appartiene. Anche questo sentimento è un prodotto della mentalità feudale e trova religiosamente la sua più alta espressione nella “delega” concessa dalla Dea del Sole al popolo giapponese, incaricato di propagare nel mondo la “Via della Giustizia”.
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Kenjirō Tokutomi Il Giappone diviso tra il periodo Edo e l’inizio della Restaurazione Meiji è un paese ancora profondamente feudale. Nel lavoro, nei costumi, nell’istituto familiare. In questo contesto, la ricca dinastia Ueda è in cerca di un erede. Dei tre figli di Kyugo Ueda, Takeru, il mezzano, è il più bramoso di mettere le mani sul patrimonio della casata e di sposare la bella Kiko. Questa, però, è innamorata del fratello minore, Shigeru, dato per morto dopo essersi arruolato nell’esercito dei “ribelli di Satsuma” guidato dal leggendario Saigō Takamori. Quando all’improvviso Shigeru torna dalla battaglia, Takeru deve rivedere i suoi piani… “Oh mamma! – mormorò o-Kiku – È così doloroso andar contro ai vostri desideri, ma io non posso proprio sopportare il pensiero di sposare Takeru. E se la madre di Takeru fosse qui e mi vedesse nell’anima, ah! Io credo che ella potrebbe comprendere l’intimo dei miei sentimenti”.
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Mario Appelius Pubblicato per la prima volta nel 1941, Cannoni e ciliegi in fiore è un reportage di viaggio dalla duplice anima: alla descrizione estremamente dettagliata del Giappone un osservatore minuzioso, Mario Appelius, accompagna un’analisi lucida e puntuale del cara ere, della religione e degli aspetti sociali di un paese che era ancora assai poco conosciuto da un Occidente che pure ne era già incuriosito e attratto. Aspetti che, tra l’altro, solo più tardi verranno confermati da altri viaggiatori e reporter, privando però la il loro ritratto della liricità e dell’enfasi che rendono questo testo unico nel suo genere. Per la prima volta dal Dopoguerra viene riproposto proprio nel momento in cui il legame ideale tra Italia e Giappone può essere considerato più forte che mai. “Volete fare del Giappone un quadro grottesco? La vita giapponese vi offre cento spunti per far ridere il mondo occidentale sul Giappone. Volete farne invece un paese sublime? Il Giappone v’offre innumerevoli elementi e soggetti di sublimità. Il Giappone può essere visto tragicamente, liricamente, filosoficamente, buffonescamente restando sempre nel vero”.
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Alexei Maxim Russell Chi non ha mai immaginato, a un certo punto della propria vita, cosa potesse significare vivere alla maniera dei guerrieri samurai? Che si tra asse di un’ossessione perenne o di una strampalata idea passeggera, in nessuno dei due casi ci sarebbe stato comunque modo di imparare un codice di condotta ispirato a quello samurai. Al contrario dei cavalieri medievali o delle leggendarie amazzoni dell’antica Grecia, i guerrieri giapponesi sono scomparsi del tu o solo da poche generazioni, ma per sapere qualcosa in più sulle loro abitudini o sulla loro visione del mondo era necessaria una laurea in giapponese antico oppure un viaggio nel Paese del Sol Levante alla ricerca di qualcuno che ne custodisse ancora le tradizioni. Adesso, invece, c’è un manuale. Basato sugli autorevoli testi antichi di tre maestri samurai, questo volume vuole offrire soluzioni pratiche e autentiche ai più svariati campi della vita quotidiana. “Con la fine del Giappone feudale i ‘veri’ samurai non si sono di certo estinti, continuano tutt’ora a vivere nei cuori di quanti ne accettano l’essenza, il rigore morale, la fedeltà, la devozione, il legame con la tradizione”. dalla prefazione di Daniele Dell’Orco
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L'unica cosa notevole è la foto di copertina. Quando alla storia va bene sotto l'ombrellone in pieno agosto.
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Far far away, behind the word mountains, far from the countries Vokalia and Consonantia, there live the blind texts.
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Partita giovanissima con una borsa di studio Renata Pisu ha passato una vita in Cina e tentando di raccontarcela. Se si vuole intendere quella cosa chiamata Oriente forse conviene passare da qui.
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